Obiettivo troppo grande. «Vado in palestra tutti i giorni» si rompe alla prima giornata di pioggia. Rimedio: un minimo ridicolo, come cambiarsi e fare cinque minuti.
Segnale vago. «Studierò di più» non dice quando. Rimedio: un piano se-allora, come «dopo la colazione, apro il manuale». La rassegna di Gollwitzer del 1999 riporta effetti forti per questo tipo di piani.
Ambiente contro di te. Se il libro è nell'armadio e il telefono è sul cuscino, vince il telefono. Rimedio: sposta gli oggetti e togli un passaggio.
Nessun piano per i giorni storti. Il primo buco diventa «ormai ho rovinato tutto». Rimedio: scrivere prima la regola di ripartenza, per esempio non saltare mai due giorni di fila.
C'è anche una quinta causa, più sottile: partire nel momento sbagliato. Il primo gennaio o il lunedì dopo le ferie danno slancio, ma portano anche impegni che tornano tutti insieme. Se parti in quei giorni, scegli un minimo ancora più piccolo e preparalo qualche giorno prima.
Lo studio di Lally del 2010 ricorda infine che servono mesi, non settimane: scoraggiarsi a metà è normale.