Prima mossa: scegli un gesto che puoi fare anche nel giorno peggiore. Dopo cena una passeggiata di dieci minuti, in treno una pagina, a pranzo un esercizio d'inglese.
Seconda: scrivi quando e dove, con un piano se-allora, come «dopo il caffè mi siedo e studio venti minuti». In una rassegna del 1999, lo psicologo Peter Gollwitzer ha raccolto studi in cui formulare un piano così aumentava la probabilità di passare all'azione.
Terza: togli ostacoli. Lascia il libro sul cuscino, le scarpe vicino alla porta, il manuale aperto sulla scrivania. Ogni passaggio in meno è un motivo in meno per rimandare.
Quarta: rendi visibili i giorni fatti. Una catena su carta o in app dà un colpo d'occhio immediato sui giorni fatti.
Quinta: scegli prima come ripartire. Se salti, il giorno dopo fai il minimo senza recuperare.
Non aspettare di avere voglia: per le abitudini nuove la motivazione fluttua. Un sistema piccolo e visibile regge anche nelle settimane scariche, come quelle dopo le ferie o a ridosso di un esame.