La tecnica discende dai piani se-allora studiati da Peter Gollwitzer negli anni Novanta. Un piano se-allora lega un'azione a una situazione precisa («se succede X, allora faccio Y») e aumenta la probabilità che l'azione avvenga.
Esempi quotidiani: dopo il caffè del mattino scrivo tre righe sul quaderno; quando salgo sul treno apro il libro; appena finito di cenare esco dieci minuti; dopo aver lavato i denti faccio cinque minuti di stretching.
L'ancora più adatta è un gesto che succede ogni giorno, nello stesso luogo e a un orario simile. Il gesto nuovo deve essere breve: sotto i due minuti, all'inizio.
I limiti: se l'ancora salta, salta anche l'abitudine nuova, e se aggiungi troppi anelli la sequenza diventa fragile. Meglio una o due abitudini agganciate che una catena lunga.
Trovi un esempio pratico nella domanda «Che cos'è l'habit stacking?» e nella voce piano se-allora.
Per cominciare, scrivi la frase completa su un foglio e appendila dove compare l'ancora: sul frigo, accanto alla moka, vicino al comodino. Dopo due settimane controlla se la frase regge. Se l'ancora salta spesso, cambiala, invece di insistere con una combinazione che la tua giornata non permette.