L'idea è semplice: il comportamento dipende anche dal contesto, non soltanto dalla volontà. Se il libro è sul comodino e il telefono è in cucina, la sera leggerai più spesso. Se le scarpe da corsa sono accanto alla porta, uscire costa meno.
Esempi quotidiani. Per studiare: scrivania sgombra, manuale aperto sulla pagina da riprendere, telefono in un'altra stanza. Per bere più acqua: una bottiglia piena sulla scrivania in ufficio. Per mangiare meglio: frutta in vista, biscotti in un armadio alto. Per dormire presto: caricabatterie fuori dalla camera.
È utile ragionare per attrito: togli un passaggio all'abitudine che vuoi e aggiungine uno a quella che vuoi ridurre. Ogni passaggio in più è un'occasione per rinunciare.
Il limite è che l'ambiente aiuta ma non decide. Se l'obiettivo è troppo grande, una scrivania ordinata non basta. Combinalo con un gesto piccolo e un piano se-allora.
Vedi anche l'habit stacking e il ciclo dell'abitudine.
Il modo più rapido per provarlo è un cambiamento da cinque minuti: scegli un'abitudine e sposta un oggetto, avvicinandolo o allontanandolo. Osserva per una settimana che cosa cambia. Se funziona, estendi lo stesso principio a una seconda abitudine, senza riorganizzare tutta la casa in una volta.