Il modello è stato diffuso al grande pubblico dal giornalista Charles Duhigg nel 2012, partendo da ricerche di neuroscienze sul comportamento. Le tre parti sono semplici: il segnale (il telefono vibra), la routine (lo guardi), la ricompensa (la curiosità soddisfatta).
Esempio: alle quattro del pomeriggio senti stanchezza (segnale), vai alla macchinetta e prendi un caffè con un biscotto (routine), ti senti sollevato e ti prendi una pausa (ricompensa). Se vuoi cambiare l'abitudine, puoi tenere segnale e ricompensa e sostituire la routine con una camminata di cinque minuti.
La difficoltà è capire quale ricompensa cerchi davvero. Spesso non è il biscotto, ma la pausa o la compagnia. Prova per qualche giorno a cambiare la routine e osserva che cosa ti manca.
Il modello è utile ma semplificato: non spiega tutti i comportamenti, e i tempi per consolidare un gesto variano molto da persona a persona (vedi la regola dei 66 giorni).
Un esercizio utile è annotare per tre giorni segnale, routine e ricompensa di un'abitudine che vorresti cambiare. Bastano tre righe al giorno. Spesso emerge un segnale che non avevi notato, come l'orario o lo stato d'animo, e da lì la modifica diventa molto più concreta.